LO STATO
Alcune riflessioni - del tutto personali - sul concetto di "Stato", e dei rapporti che dovrebbe avere con le comunita' locali.
Sul territorio e' sempre possibile identificare popolazioni, comunita' piu' o meno grandi, che tendono a presentare una certa omogeneita' etnica, di interessi, di cultura, di tradizioni, di storia.
Questa condizione, fra l'altro, e' anche fluida, nel senso che la storia va avanti, il panorama e' fluido. I confini si sono spostati, si spostano, e si sposteranno ancora.
Possiamo accettare un mondo fatto da tante comunita' a compartimenti stagni?
La mia risposta e' "NO".
Entita' di governo ad un livello superiore sono necessarie, per mediare fra i piccoli e grandi conflitti di queste unita' sociali "elementari", e perche' certe cose, le puoi fare solo se sei grande.
Se per un Comune e' facile costruire una nuova strada, e' molto difficile costruire un'autostrada che attraversa una nazione, in un panorama di "staterelli" che non riescono a mettersi d'accordo.

Attenzione, pero': stati nazionali ed entita' di governo piu' grandi, "si guadagnano la pagnotta" quando fanno le cose che i "piccoli" non possono fare, e non quando vogliono occuparsi di tutto.
Nel momento in cui la strada del Comune deve dipendere da Roma, o da Bruxelles, ecco che si introducono lungaggini burocratiche, pastoie, limiti di spesa o vincoli non sempre sensati. Si introducono insomma fattori che riducono l'efficenza del governo della cosa pubblica.

Ecco un motivo per cui e' necessario, a mio parere, rivolgersi verso un Federalismo. Mi sembra il giusto equilibrio fra le aspirazioni di liberta' delle piccole comunita', e la necessita' di attuare grandi progetti, di abbattere frontiere, fare importanti infrastrutture.

Tutte cose - ripeto - che si fanno bene solo "se sei grande".

Credo che le modifiche per cui andiamo a votare contribuiranno nella direzione del riportare alle comunita' locali quel governo che sanno fare nel modo migliore, e lasciare allo stato nazionale le cose che puo' fare solo lui.

Un sistema piu' efficente, appunto.