LA QUESTIONE SETTENTRIONALE E IL FEDERALISMO FISCALE
Un importante contributo a questa riforma e' stato dato dalla Lega Nord , che da anni chiede per le regioni del Nord Italia una maggiore autonomia.

Esisterebbe una "Questione Settentrionale", che potrebbe essere parzialmente risolta procedendo in direzione di un maggiore federalismo.
Una fetta importante dell'Italia del Nord ritiene (a torto o a ragione, ognuno giudichi considerando i numeri) che ci sia una grande sproporzione fra le risorse che lo Stato preleva con la fiscalita', e quello che ritorna sul territorio sotto forma di finanziamenti.
Si sostiene inoltre che una parte del paese, identificabile sopratutto col Sud, non si impegni abbastanza per contrastare sprechi e evasione fiscale, poiche' comunque da Roma "i soldi arrivano sempre".
Si ritiene insomma che un Governo federalista, associato ad un Federalismo Fiscale ("Tu regione, spendi in proporzione ai soldi che hai saputo produrre) possa attenuare degli attriti che nell'attuale situazione di stasi economica potrebbero anche mettere in forse l'unita' del Paese.

Perche' il Nord non ce la fa piu': "Non c'e' piu' trippa pe' ggatti".

Non e' vero - come qualcuno ha detto - che il Federalismo separa. E' invece l'unica ricetta che puo' tenere insieme il Paese: abbiamo gia' visto, con le ultime elezioni politiche, come si stia delineando una separazione fra il Nord e il Sud.
Sara' bene intervenire in tempo, prima che la situazione peggiori.

E' disponibile in rete un documento molto tecnico e circostanziato che studia le dinamiche fra welfare, spese regionali e stato. E' il 5° Rapporto Brambilla, preparato dal Dott. Alberto Brambilla.
Questo e' il link alla pagina da cui e' tratto.